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martedì 6 settembre 2011

Re Grano

Un re è colui che governa i suoi sudditi. Può essere benevolo, ed essere acclamato come un eroe, oppure alzare troppo le tasse ed essere tacciato di tirannia. La seconda scelta è quella perseguita dal ristorante/pizzeria Re Grano, situato in zona mezzocammino (Vitinia), presso il centro sportivo West Coast, su una salita celeberrima per la sua ripidità.
Perchè parlo di tirannia? Perchè questo è un classico esempio di come un locale può avviare una politica fallimentare d'espansione che ha il solo scopo di perdere i clienti. Io e la mia ragazza eravamo assidui frequentatori del locale, in virtù del loro impasto (fatto proprio dal pizzaiolo, il locale in passato ha vinto svariati premi, da qui il nome), soffice, delicato, squisito. Collocando tutto nel tempo, vi parlo di circa 1 anno fa: i prezzi allora erano già alti (12 euro in media per una pizza) ma si sopportava e sopratutto si accettava di pagarli in virtù dell'alto livello dell'impasto e della pizza in generale.

Ci siamo tornati poi dopo il cambio di gestione: stesso personale, locale ampliato per contenere almeno il doppio delle persone, e con un nuovo pizzaiolo. Come faccio a dirlo? La qualità dell'impasto è cambiata, si sente al gusto e nella consistenza, ora è un banale impasto di pizza, inoltre mentre prima era possibile fare delle variazioni alle pizze (e.g. la bufala al posto della mozzarella normale e via dicendo) quando siam tornati ci siamo visti rispondere con un laconico "Il pizzaiolo non fa variazioni". Ma state scherzando? Purtroppo ho capito che erano serissimi.

Sono tornato al locale, pur sapendo che sarebbe stato un fallimento a seguito di una cena di lavoro. Ho deciso che forse mi ero fatto un'impressione sbagliata e che il locale meritava un'altra chance, visto tutte le piacevoli serate che mi aveva regalato. Eravamo in 4 e abbiamo preso, 1 bruschetta a testa, 1 pizza ciascuno, 3 dessert (un cestino di cialda con fragole e gelato) ed una fetta d'anguria, che a detta di chi l'aveva ordinata era spugnosa e pertanto non è stata finita. Quando il cameriere è venuto a ritirare il piatto si è anche permesso di guardare storto e commentare quest'ultimo fatto.
La pizza, neanche a dirlo, era la solita (in negativo), con dei prezzi raccapriccianti, ci sono pizze anche a 16 euro. La mia, una semplicissima margherita con bufala a crudo, chiamata pomposamente "Re Grano", veniva 10.50 euro. Troppo, troppo, troppo.

Prezzo: 91€ in quattro
Giudizio finale: Fossi in voi lo eviterei, è troppo esoso e non è più giustificabile visto che il livello della pizza si è abbassato a tal punto che è paragonabile ad una qualsiasi altra pizza.
Note Negative: Il prezzo e l'aumento dei prezzi derivante dalla ristrutturazione. Spero proprio che chiudano, nulla di personale, ma è un classico esempio di come si possono perdere clienti per avidità pecuniaria.
Voto Finale: 6 per la pizza, 2 per la gestione

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